domenica 24 novembre 2013
La Verità
cos'è la verità? Questa e una delle domande che da sempre, periodicamente, mi pongo. Da quando ragazzo frequentavo la ragioneria e mi avvicinavo alla politica. Quella dei manifesti incollati sempre di fretta , con la paura e la voglia di incontrare gli Altri per fare a mazzate... Quella dell'occupazione della scuola , dove ai corsi di controcultura preferivo, non ero il solo,i primi amori, e dove la colonna sonora era Claudio Lolli e si leggeva porci con le ali, ...la politica era anche lavorare per quindici giorni nel ristorante ungherese, a pelare patate e fare indigestione di gulasch, e alla fine ricevere dai compagni ungheresi spillette di falci e martello su una bandiera simile alla mia....rivederle adesso e chiedersi cos'è la verità e dov'è?...e dove sei tu compagno arrestato dopo un omicidio di un carabiniere... E tu arrestato dopo una serie di rapine... parlavate di cambiare lo Stato, di abbattere il Capitalismo... Pensavate di essere nuovi partigiani e siete stati giudicati criminali...la storia la scrivono i vincitori e' un mantra che mi ripeto da tempo... Questo post doveva dire tutt'altro, ma come spesso mi succede le parole escono da sole...forse covavano da tempo e il bel libro di Carofiglio " Il bordo vertiginoso delle cose " le ha fatto affiorare... Questa e' la mia verità?....O è' la verità e la vita di qualcun'altro?...o sono varie vite e varie verità?....
venerdì 11 ottobre 2013
Ho visto degli zingari felici
Ma ho visto anche degli zingari felici corrersi dietro,
far l'amore e rotolarsi per terra.
Ho visto anche degli zingari felici in piazza Maggiore a ubriacarsi di luna,di vendetta e di guerra.
Claudio Lolli.
Girando su Facebook , in questi tristi giorni di ottobre, tra le tante immagini , i tanti mi piace, e condividi, mi sono imbattuto in alcuni post che hanno risvegliato in me il "dovere" di scrivere, non per voi quattro lettori che avete ancora la bontà di seguire questo blog, ma soprattutto per me, per interrogarmi e cercare di dare una risposta ai miei sempre più numerosi dubbi.
La foto ritraeva due zingare con un bambino in un passeggino su un tram o pullman. Il testo che accompagnava la foto recitava " Il bambino non assomiglia a nessuna delle due .. condividi la foto e falla girare" sottointeso, ma non velato, l'avviso di segnalare alle forze di polizia il possibile reato di rapimento di minori.
Non sono qui a raccontarvi i vari "commenti" . Quello che mi colpisce è sempre questa ricerca del "capro espiatorio", del voler colpire il diverso, quello che diventa il mio nemico.
Gli zingari nella loro storia millenaria, non hanno mai avuto uno Stato, non hanno mai combattuto una guerra per allargare i confini, ma non per questo sono considerati in maniera benevola. La loro colpa è di essere diversi.
Da sempre il Potere cerca di individuare il "capro espiatorio" dove far confluire le pulsioni "contro" del popolo bue. E di volta in volta sono gli zingari, gli ebrei, i comunisti, i fascisti, gli anarchici, i neri, i gialli, i rossi, i musulmani, i cattolici; l'arma è sempre la calunnia.
Da bambini sentiamo gli avvertimenti dei grandi: gli zingari rubano i bambini.... attento all'Uomo Nero... i comunisti mangiano i bambini ( no.. questa no.. è un po' di tempo che non si sente.. probabilmente sono morti prima i comunisti), e cresciamo con questi falsi miti.
Quando Marx diceva " proletari di tutto il mondo unitevi" aveva ben compreso che solo abbattendo le barriere degli Stati nazionali, il falso ideale del sentirsi parte di una Nazione, solo così si poteva sperare di battere il Capitale.
Più si vive alla periferia dell' Impero più si ha la possibilità di essere liberi. Lampedusa rappresenta, per me il paradigma. L'isola deve essere abbandonata dal Potere, perchè il Potere sa che lì troverà la sua sconfitta. A un popolo di pescatori come può far presa parlare di confini nazionali, di difesa della razza, di conservazione dei diritti per gli indigeni.
L'uomo di mare è da sempre Uomo del mondo, integrato nella Natura, con i suoi ritmi e i suoi cicli; aperto alle altrui culture; tollerante e disposto a spezzare il pane e bere il vino senza chiedere niente all'Altro.
A gente che non ha niente, che fugge dalla morte per inedia possono far paura i CIE? morire in mare o a casa propria fa differenza?
L'incontro di questi due mondi, il migrante e il pescatore, per il Potere è letale. Il Potere non può usare le sue armi; la calunnia non colpisce e nemmeno la promessa dello status quo serve.
L'isola deve essere lasciata sola, cercando di non far giungere sul continente il germe della rivolta, e se questo dovesse traversare il mare, ad accoglierlo pronti decine di calunniatori di professione, pronti a difendere il poco, grande, medio, ognuno da la sua definizione di valore.
Vorrei chiudere con un auspicio, prima per me e se vuoi anche per te...
E' tempo di tornare nomadi.Siamo stati sedentari per troppo tempo. Bisogna rimettersi in cammino. (cit. Fabrizio De Andrè)
domenica 22 settembre 2013
Barabba
Allora il governatore domandò: "Chi dei due volete che vi rilasci?". Quelli risposero: "Barabba!".
Chiedo , prima di tutto scusa ai miei quattro lettori, se ho privato loro del " piacere" di condividere con loro i miei pensieri per così tanto tempo.. molte cose sono accadute nel mio privato che mi hanno distolto dal mio blog.. Riprendo stasera, cercando di darmi una risposta, ad una domanda che mi frulla nella testa da un po' di tempo.
Se in un regime " democratico" le leggi le fa il Popolo ( attraverso i propri rappresentanti, bla,bla,bla...) è giusto che queste stesse leggi possano essere sovvertite da quello stesso Popolo chiamato a fare ciò senza la mediazione della rappresentanza?.
A questo punto le domande aumentano.
Il Popolo è una somma di individui ( una testa pensante) o è Massa informe?
Ragiona con la Testa, il Cuore o con la Pancia?
Segue le proprie Ragioni o si svende all'Uomo Forte del momento?
E' Leone o Pecora?
La confusione in me aumenta ....
Chiedo , prima di tutto scusa ai miei quattro lettori, se ho privato loro del " piacere" di condividere con loro i miei pensieri per così tanto tempo.. molte cose sono accadute nel mio privato che mi hanno distolto dal mio blog.. Riprendo stasera, cercando di darmi una risposta, ad una domanda che mi frulla nella testa da un po' di tempo.
Se in un regime " democratico" le leggi le fa il Popolo ( attraverso i propri rappresentanti, bla,bla,bla...) è giusto che queste stesse leggi possano essere sovvertite da quello stesso Popolo chiamato a fare ciò senza la mediazione della rappresentanza?.
A questo punto le domande aumentano.
Il Popolo è una somma di individui ( una testa pensante) o è Massa informe?
Ragiona con la Testa, il Cuore o con la Pancia?
Segue le proprie Ragioni o si svende all'Uomo Forte del momento?
E' Leone o Pecora?
La confusione in me aumenta ....
domenica 14 aprile 2013
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Mi scusi Presidente
non è per colpa mia
ma questa nostra Patria
non so che cosa sia.
Può darsi che mi sbagli
che sia una bella idea
ma temo che diventi
una brutta poesia.
Mi scusi Presidente
non sento un gran bisogno
dell'inno nazionale
di cui un po' mi vergogno.
In quanto ai calciatori
non voglio giudicare
i nostri non lo sanno
o hanno più pudore.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Mi scusi Presidente
se arrivo all'impudenza
di dire che non sento
alcuna appartenenza.
E tranne Garibaldi
e altri eroi gloriosi
non vedo alcun motivo
per essere orgogliosi.
Mi scusi Presidente
ma ho in mente il fanatismo
delle camicie nere
al tempo del fascismo.
Da cui un bel giorno nacque
questa democrazia
che a farle i complimenti
ci vuole fantasia.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Questo bel Paese
pieno di poesia
ha tante pretese
ma nel nostro mondo occidentale
è la periferia.
Mi scusi Presidente
ma questo nostro Stato
che voi rappresentate
mi sembra un po' sfasciato.
E' anche troppo chiaro
agli occhi della gente
che tutto è calcolato
e non funziona niente.
Sarà che gli italiani
per lunga tradizione
son troppo appassionati
di ogni discussione.
Persino in parlamento
c'è un'aria incandescente
si scannano su tutto
e poi non cambia niente.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Mi scusi Presidente
dovete convenire
che i limiti che abbiamo
ce li dobbiamo dire.
Ma a parte il disfattismo
noi siamo quel che siamo
e abbiamo anche un passato
che non dimentichiamo.
Mi scusi Presidente
ma forse noi italiani
per gli altri siamo solo
spaghetti e mandolini.
Allora qui mi incazzo
son fiero e me ne vanto
gli sbatto sulla faccia
cos'è il Rinascimento.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Questo bel Paese
forse è poco saggio
ha le idee confuse
ma se fossi nato in altri luoghi
poteva andarmi peggio.
Mi scusi Presidente
ormai ne ho dette tante
c'è un'altra osservazione
che credo sia importante.
Rispetto agli stranieri
noi ci crediamo meno
ma forse abbiam capito
che il mondo è un teatrino.
Mi scusi Presidente
lo so che non gioite
se il grido "Italia, Italia"
c'è solo alle partite.
Ma un po' per non morire
o forse un po' per celia
abbiam fatto l'Europa
facciamo anche l'Italia.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo
per fortuna o purtroppo
per fortuna
per fortuna lo sono.http://youtu.be/CYH77kHCZBU
scusate il ritardo, ma altri impegni mi hanno tenuto lontano da questo blog....
A 45 giorni dalle elezioni tento di spiegare a me stesso cosa succede in questa Italia..
e ipotizzo di rispondere a delle domande semplici poste da un extraterrestre sbarcato sul balcone di casa mia..
x19w (extraterrestre): c'è un vento di novità in Italia?
che risposta dare? bisogna eleggere il Presidente della Repubblica e a chi pensano di eleggere? di nuovo lo stesso 90enne ancora al Colle pur di non decidere... si deve eleggere il governo? e si ripropone il vecchio governo ...
x19w: perche?
IO NON MI SENTO ITALIANO
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Mi scusi Presidente
non è per colpa mia
ma questa nostra Patria
non so che cosa sia.
Può darsi che mi sbagli
che sia una bella idea
ma temo che diventi
una brutta poesia.
Mi scusi Presidente
non sento un gran bisogno
dell'inno nazionale
di cui un po' mi vergogno.
In quanto ai calciatori
non voglio giudicare
i nostri non lo sanno
o hanno più pudore.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Mi scusi Presidente
se arrivo all'impudenza
di dire che non sento
alcuna appartenenza.
E tranne Garibaldi
e altri eroi gloriosi
non vedo alcun motivo
per essere orgogliosi.
Mi scusi Presidente
ma ho in mente il fanatismo
delle camicie nere
al tempo del fascismo.
Da cui un bel giorno nacque
questa democrazia
che a farle i complimenti
ci vuole fantasia.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Questo bel Paese
pieno di poesia
ha tante pretese
ma nel nostro mondo occidentale
è la periferia.
Mi scusi Presidente
ma questo nostro Stato
che voi rappresentate
mi sembra un po' sfasciato.
E' anche troppo chiaro
agli occhi della gente
che tutto è calcolato
e non funziona niente.
Sarà che gli italiani
per lunga tradizione
son troppo appassionati
di ogni discussione.
Persino in parlamento
c'è un'aria incandescente
si scannano su tutto
e poi non cambia niente.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Mi scusi Presidente
dovete convenire
che i limiti che abbiamo
ce li dobbiamo dire.
Ma a parte il disfattismo
noi siamo quel che siamo
e abbiamo anche un passato
che non dimentichiamo.
Mi scusi Presidente
ma forse noi italiani
per gli altri siamo solo
spaghetti e mandolini.
Allora qui mi incazzo
son fiero e me ne vanto
gli sbatto sulla faccia
cos'è il Rinascimento.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Questo bel Paese
forse è poco saggio
ha le idee confuse
ma se fossi nato in altri luoghi
poteva andarmi peggio.
Mi scusi Presidente
ormai ne ho dette tante
c'è un'altra osservazione
che credo sia importante.
Rispetto agli stranieri
noi ci crediamo meno
ma forse abbiam capito
che il mondo è un teatrino.
Mi scusi Presidente
lo so che non gioite
se il grido "Italia, Italia"
c'è solo alle partite.
Ma un po' per non morire
o forse un po' per celia
abbiam fatto l'Europa
facciamo anche l'Italia.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo
per fortuna o purtroppo
per fortuna
per fortuna lo sono.http://youtu.be/CYH77kHCZBU
scusate il ritardo, ma altri impegni mi hanno tenuto lontano da questo blog....
A 45 giorni dalle elezioni tento di spiegare a me stesso cosa succede in questa Italia..
e ipotizzo di rispondere a delle domande semplici poste da un extraterrestre sbarcato sul balcone di casa mia..
x19w (extraterrestre): c'è un vento di novità in Italia?
che risposta dare? bisogna eleggere il Presidente della Repubblica e a chi pensano di eleggere? di nuovo lo stesso 90enne ancora al Colle pur di non decidere... si deve eleggere il governo? e si ripropone il vecchio governo ...
x19w: perche?
IO NON MI SENTO ITALIANO
lunedì 3 dicembre 2012
LA FANTASIA DISTRUGGERA' IL POTERE ED UNA RISATA VI SEPPELLIRA......
Scrivo questo post, sotto forma di lettera aperta e indirizzandolo ad un ipotetico Raffaele,dopo aver letto su Facebook degli interventi da parte di alcuni utenti che motivavano le occupazioni da parte degli studenti come voglia solo di far baldoria ed evitare le lezioni.
Sono il padre di un ragazzo che in questi giorni ha partecipato all " occupazione" della scuola. Devo dirti Raffaele che la tua visione del mondo giovanile è lontana anni luce dalla mia. Ho visto negli occhi di mio figlio e in quello dei suoi compagni la " passione " . La passione di poter dire la loro in una società che tende sempre dii più ad emarginarli, la passione di fare politica, al di la di strumentalizzazioni, per poter cercare di non arretrare nei loro diritti, frutto "anche" delle lotte di chi è stato studente qualche anno fa. E' facile far passare l'occupazione delle scuole per " giorni di vacanza e di baldoria", ma ti ripeto , Raffaele, nei giovani io ho visto la voglia di cambiamento per una società più giusta. Nei volti degli operai , hai detto che vedi la vera disperazione; anch'io vedo la disperazione in quei volti, ma non solo per la difesa di un posto di lavoro; vedo la disperazione anche di un futuro per i figli studenti. E gli studenti nei volti dei lavoratori vedono il volto del proprio padre. E' naturale e auspicabile che studenti e lavoratori marcino insieme. In risposta ad un post di V.F.che rimarcava come 200 studenti del Diaz avevano, partecipato con interesse ad una assemblea sul razzismo, hai tenuto a sottolineare come 200 studenti non erano la maggioranza degli studenti di quel liceo, ora io ti chiedo: e quando riusciranno ad avere 200 ragazzi nelle loro assemblee? o sei convinto che la democrazia sia solo scegliere tra un Bersani o un Renzi? Tu Raffaele parli di squadrismo fascista da parte di questi ragazzi perchè impediscono il regolare svolgimento delle lezioni, io ti dico che il .Fascismo è tentare di stroncare questa vivacità dei giovani.
17 ore fa · Modificato · Mi piace..
Sono il padre di un ragazzo che in questi giorni ha partecipato all " occupazione" della scuola. Devo dirti Raffaele che la tua visione del mondo giovanile è lontana anni luce dalla mia. Ho visto negli occhi di mio figlio e in quello dei suoi compagni la " passione " . La passione di poter dire la loro in una società che tende sempre dii più ad emarginarli, la passione di fare politica, al di la di strumentalizzazioni, per poter cercare di non arretrare nei loro diritti, frutto "anche" delle lotte di chi è stato studente qualche anno fa. E' facile far passare l'occupazione delle scuole per " giorni di vacanza e di baldoria", ma ti ripeto , Raffaele, nei giovani io ho visto la voglia di cambiamento per una società più giusta. Nei volti degli operai , hai detto che vedi la vera disperazione; anch'io vedo la disperazione in quei volti, ma non solo per la difesa di un posto di lavoro; vedo la disperazione anche di un futuro per i figli studenti. E gli studenti nei volti dei lavoratori vedono il volto del proprio padre. E' naturale e auspicabile che studenti e lavoratori marcino insieme. In risposta ad un post di V.F.che rimarcava come 200 studenti del Diaz avevano, partecipato con interesse ad una assemblea sul razzismo, hai tenuto a sottolineare come 200 studenti non erano la maggioranza degli studenti di quel liceo, ora io ti chiedo: e quando riusciranno ad avere 200 ragazzi nelle loro assemblee? o sei convinto che la democrazia sia solo scegliere tra un Bersani o un Renzi? Tu Raffaele parli di squadrismo fascista da parte di questi ragazzi perchè impediscono il regolare svolgimento delle lezioni, io ti dico che il .Fascismo è tentare di stroncare questa vivacità dei giovani.
17 ore fa · Modificato · Mi piace..
venerdì 9 novembre 2012
Il Pudore e i diritti
Matteo 5,3-12
3 «Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli.
4 Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati.
5 Beati i mansueti, perché erediteranno la terra.
6 Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati.
7 Beati i misericordiosi, perché a loro misericordia sarà fatta.
8 Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
9 Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
10 Beati i perseguitati per motivo di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli.
11 Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia. 12 Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli; poiché così hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi.
Questo passo del Vangelo di Matteo, mi è risuonato nella testa, durante una assemblea nella quale si discuteva di estendere i benefici di esenzioni e riduzioni nel pagamento della T.A.R.S.U. ( la tassa comunale sui rifiuti). Quello che mi colpiva era vedere nei volti dei pochi ( rispetto alle persone potenzialmente interessate ai benefici proposti) presenti una maschera di nobile distacco da affari che trattassero il cambiamento delle loro condizioni.
Era come se mostrare in pubblico la propria " miseria" non fosse onorevole. Il pudore nel " non " raccontare di uno stile di vita che il modello ISEE lasciava intuire sovrastava la richiesta di equità fiscale e sociale e nemmeno la condivisione con gli altri astanti dei medesimi problemi riusciva a lasciare il posto a sentimenti che mi sembravano più adatti: rabbia, ribellione, indignazione.
A distanza di qualche giorno mi interrogo su quanto visto e sentito. Cerco delle risposte alle domande che mi pongo.
Perchè le classi " umili " subiscono da secoli? I Diritti sono una forma di violenza che una parte dell' Umanità ne fa ad un'altra? Cosa impedisce l'accettazione della propria condizione e quindi il tentativo di cambiarla? Quale è il limite della rassegnazione? e quando comincia la ribellione?
Il discorso si sposta da un'assemblea di quartiere di una piccola città al Paese, a organismi Sovranazionali, al Mondo intero.
Andando a ritroso nei secoli vedo che accanto a masse di " poveri" è sempre esistita la " Casta", vuoi quella sacerdotale, dei nobili, dei cavalieri, dei politici. Sono quelli che ti impongono lo stile di vita, quelli che ti impediscono di alzare la testa, quelli che ti impongono i diritti, quelli che ti fanno credere che Tu devi essere come sei.
Continuerò a cercare risposte...
3 «Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli.
4 Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati.
5 Beati i mansueti, perché erediteranno la terra.
6 Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati.
7 Beati i misericordiosi, perché a loro misericordia sarà fatta.
8 Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
9 Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
10 Beati i perseguitati per motivo di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli.
11 Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia. 12 Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli; poiché così hanno perseguitato i profeti che sono stati prima di voi.
Questo passo del Vangelo di Matteo, mi è risuonato nella testa, durante una assemblea nella quale si discuteva di estendere i benefici di esenzioni e riduzioni nel pagamento della T.A.R.S.U. ( la tassa comunale sui rifiuti). Quello che mi colpiva era vedere nei volti dei pochi ( rispetto alle persone potenzialmente interessate ai benefici proposti) presenti una maschera di nobile distacco da affari che trattassero il cambiamento delle loro condizioni.
Era come se mostrare in pubblico la propria " miseria" non fosse onorevole. Il pudore nel " non " raccontare di uno stile di vita che il modello ISEE lasciava intuire sovrastava la richiesta di equità fiscale e sociale e nemmeno la condivisione con gli altri astanti dei medesimi problemi riusciva a lasciare il posto a sentimenti che mi sembravano più adatti: rabbia, ribellione, indignazione.
A distanza di qualche giorno mi interrogo su quanto visto e sentito. Cerco delle risposte alle domande che mi pongo.
Perchè le classi " umili " subiscono da secoli? I Diritti sono una forma di violenza che una parte dell' Umanità ne fa ad un'altra? Cosa impedisce l'accettazione della propria condizione e quindi il tentativo di cambiarla? Quale è il limite della rassegnazione? e quando comincia la ribellione?
Il discorso si sposta da un'assemblea di quartiere di una piccola città al Paese, a organismi Sovranazionali, al Mondo intero.
Andando a ritroso nei secoli vedo che accanto a masse di " poveri" è sempre esistita la " Casta", vuoi quella sacerdotale, dei nobili, dei cavalieri, dei politici. Sono quelli che ti impongono lo stile di vita, quelli che ti impediscono di alzare la testa, quelli che ti impongono i diritti, quelli che ti fanno credere che Tu devi essere come sei.
Continuerò a cercare risposte...
mercoledì 2 maggio 2012
antipolitica, demagoghi, sepolcri imbiancati
"La politica, secondo un'antica definizione scolastica, è l'Arte di governare le società. Il termine, di derivazione greca (da polis "πόλις", città), si applica tanto all'attività di coloro che si trovano a governare quanto al confronto ideale finalizzato all'accesso all'attività di governo o di opposizione. "
"Demagogia è un termine di origine greca (composto di demos, "popolo", e agein, "trascinare") che indica un comportamento politico che attraverso false promesse vicine ai desideri del popolo mira ad accaparrarsi il suo favore. Spesso il demagogo fa leva su sentimenti irrazionalie bisogni sociali latenti, alimentando la paura o l'odio nei confronti dell'avversario politico o di minoranze utilizzate come "capro espiatorio".
Lo storico Tucidide definiva "demagoghi" (capi popolo) tutti gli Ateniesi che, in seguito alla morte per peste di Pericle nel 429 a.C., cercavano di prendere il suo posto ingannando e seducendo l'assemblea popolare ateniese, tramite false promesse ed istigazione contro gli avversari politici. Fu Platone, nel "Politico" e nelle "Leggi", a dare un'ulteriore definizione di demagogia: questa è nient'altro che la forma di governo corrotta che deriva dalla democrazia, forma virtuosa del governo di molti. "
"Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all'esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. Così anche voi apparite giusti all'esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d'ipocrisia e d'iniquità.
· Signore, se anch'io sono un sepolcro imbiancato, aiutami a riconoscerlo e a provvedere in tempo, prima che arrivi la morte a mettere il suo punto alla mia vita.
· Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che innalzate i sepolcri ai profeti e adornate le tombe dei giusti, e dite: Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non ci saremmo associati a loro per versare il sangue dei profeti; e così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli degli uccisori dei profeti. Ebbene, colmate la misura dei vostri padri! " (Mt 23)
In questi giorni si parla molto , forse troppo, di antipolitica, demagoghi e salme.
Nel cappello introduttivo a questo post ho inserito le definizioni che dà Wikipedia dei termini. Ritengo che l'etimologia delle parole aiuti a far chiarezza .
Tendiamo a confondere l'antipolitica con il rifiuto dell'attuale gestione dello Stato da parte dei Partiti, Sindacati, Chiesa.
Il termine antipolitica, oggi, viene usato, da chi gestisce il Potere, con un'accezione negativa; non si riconosce il valore positivo e soprattutto dinamico. In ogni epoca a un Potere costituito si è contrapposto un diverso modo di gestire la " cosa pubblica". Non andando troppo lontano , ricordo a te paziente lettore, che chi parla oggi di antipolitica è lo stesso che venti anni fa si scagliava contro la degenerazione dei partiti , innalzava forche virtuali e in maniera " demagogica" speculava negli anni di Tangentopoli.
Quello che vedo oggi è invece uno straordinario processo di voglia di fare politica, e fare politica non vuole certo dover dire o dare tutte le soluzioni a tutti i problemi che la gestione dello Stato comporta. La fase attuale che vive la società è una fase "liquida" dove le certezze si frantumano sotto i colpi che il" movimento delle idee " porta.
Michel Maffesoli traccia con " Il tempo delle tribù" i percorsi di un'autentica sociologia del presente. Irresistibilmente, le società moderne si trasformano. Polverizzazione del corpo sociale, inaridimento delle istituzioni, crollo delle ideologie, trasmutazione dei valori: al di là della società di massa, che a lungo ha definito una delle forme della modernità, si profilano ormai le nuove figure di una socialità esuberante e polimorfa di cui Michel Maffesoli delinea in questo libro i contorni. "Il tempo delle tribù" è anche un'analisi ragionata delle società di oggi, un'esplorazione metodica delle loro metamorfosi, per cui agli ideali della Ragione si sostituiscono i sentimenti e le emozioni, alla logica dell'identità la logica dell'affetto. Siamo entrati nell'era delle "tribù", delle reti, dei piccoli gruppi, di aggregazioni effimere ed effervescenti.
Le domande che ci dobbiamo porre ora sono:
La Politica si identifica con i Partiti o con i movimenti ( comitati di quartiere, associazioni, movimenti per la rivendicazione di un solo interesse)?
A chi spetta la gestione della " cosa pubblica" ?
Dalla risposta che daremo chiariremo, prima a noi stessi e poi alla collettività, in che modo ci poniamo di fronte al termine " antipolitica" e se possiamo definirci cittadini attivi.
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